Battaglia sanitaria o battaglia politica?

Sono sempre più colpito dall’aggressività delle persone, e non sto parlando di politici, gente dello spettacolo o attori, ma di persone comuni che s'incontrano per strada. E si, perché un paese non è fatto di politici o di task force sanitarie, ma bensì di persone che, lo spero, riflettano ancora in maniera autonoma. Ovviamente il motivo di tanta aggressività è dovuto al green pass e al vaccino. Mi colpisce quando un paese "democratico" come la Svizzera, senza accorgersene, scivola nella paura e nell'intolleranza. Le ragioni a tanta aggressività sono dovute a un pensiero contrastante, a opinioni contrarie, divergenti. Chi vuole imporre il suo pensiero non prende nemmeno seriamente le prove SCIENTIFICHE in esame, non prende nemmeno il tempo di studiare le evidenze che erano sacro sante nel periodo antecedente la pandemia. Le prove vengono rifiutate in modo sbrigativo quando non vengono anche ignorate con sarcasmo e insulti. Il vaccino è diventato un simbolo religioso? Come se fosse diventato una religione, uno spartiacque fra gli amici e i nemici, i salvati e i dannati. Illuminatemi, perché è come se stessi leggendo un libro senza forse essermi accorto di aver saltato un capitolo. Come può pretendersi seria una tesi pro vaccino, elevata a livello planetario, rinunciando all'esame delle tesi divergenti? Credo che qui non si tratti più di vaccino, di sanità, di salute. Cosa sta avvenendo nel nostra piccola, cauta e forte Svizzera? Si vogliono seguire le pazzie dei paesi limitrofi? Si vuole seguire la pazzia del gran paese a stelle e strisce? La Svizzera è paurosa ad opporsi ai giganti che ci stanno accanto? Credo proprio di si, come sta avvenendo da qualche anno ormai. Neutralità? Ma sappiamo ancora il significato di questa parola? E non dovrebbe dare da pensare il fatto che ai provvedimenti eccezionali e alle misure di volta in volta introdotte, non viene assegnata una scadenza definitiva, ma che essi vengono incessantemente rinnovati con riunioni straordinarie (senza parlare della legge COVID di giugno scorso) tra i consiglieri federali, la task force sanitaria e i media? Ma che bel trio.... Non trovate? Non si stancano più di ripetere che nulla sarà più come prima e che certe libertà e certi pilastri basilari della vita sociale sono annullate, calpestate? Avete notato che non siamo più in una società di disciplina ma in una società di controllo? Ma fino a che punto siamo in grado di accettare questo controllo e fino a che grado siamo in grado di accettare che questo controllo si spinga? Qui di sanitario, è rimasto ben poco. Abbiamo fatto in passato vaccini di ogni tipo, senza che mai questo discriminasse due categorie di cittadini. Il problema non è certo soltanto quello, pur gravissimo, della discriminazione certamente più a cuore dell'altro ai governi, del controllo illimitato che il green pass permette sui titolari totalmente fieri del loro lascia-passare verde. Ma com'è possibile che questi possessori non si rendano conto che, obbligati a mostrare il loro passaporto persino quando vanno al cinema o al ristorante, saranno controllati in ogni loro movimenti? La "propiska" era il passaporto che i cittadini dell'ex Unione Sovietica dovevano esibire per spostarsi da una località all'altra. Ho ricevuto insulti in quanto, a secondo dei miei detrattori, paragonavo l'era attuale a quella del nazismo, del fascismo. Ora, potete anche insultarmi perché penserete che stabilisco un paragone tra l'era attuale e quella del comunismo sovietico, quello dei campi di lavoro in Siberia. Mi hanno rimproverato di istituire un paragone fra la discriminazione risultante dal green pass e la persecuzione degli ebrei. È bene precisare una volta per tutte che solo uno stolto potrebbe equiparare i due fenomeni, che sono ovviamente diversissimi. .


N. M. V.







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