Come posso guarire?

Come si mantiene la salute? Cos'è la malattia? Come posso guarire? Perché mi sono ammalato proprio io? Sono tutte domande che mi arrivano sempre più frequentemente.


Esistono due medicine. La medicina della salute e la medicina della malattia. La medicina della malattia studia il patogeno e cerca di combatterlo, facendogli una guerra sfrenata, spesso con danni, anche grossi, collaterali. L'arma utilizzata in questo caso sono i farmaci. Si basa sulla chimica e non si fa distinzione tra le costituzioni di chi assume il farmaco. L'altra medicina, quella che cerco di applicare tutti i giorni in studio si basa invece sulla salute. La salute non è solo fisica, ma psichica e spirituale. Non lo dico io, ma è la definizione dell'OMS. Con la medicina della salute, non si esclude niente. Non si esclude la mente e tanto meno lo spirito dal malessere o dalla patologia. La malattia non è vista come qualcosa da combattere, ma bensì come un segnale, come una spia sul cruscotto dell'automobile che ci dice che c'è qualcosa che non va. Questo "qualcosa che non va" può essere fisico, mentale o aurico. L'importante è capirne la causa. Senza capire la causa e bombardando la malattia con la farmacologia, non solo si avrà una "pace" di corta durata, ma si avrà un rischio di cronicizzare la malattia rendendo quest'ultima più forte. Il fatto che la malattia diventi più forte, non è un caso o una maledizione del destino (come ho sentito ultimamente da un mio paziente), ma è il corpo (=spia sul cruscotto) che ci comunica che non siamo sulla strada giusta. Più si persevera sulla strada sbagliata e più il sintomo si aggraverà.


Non sto giudicando la medicina di malattia e i relativi medici. Anzi, ci sono ottimi medici che ottengono risultati stratosferici perché applicano la medicina della salute o collaborano con operatori olistici o naturopati. I medici applicano quello che li è stato insegnato. Tuttavia, quando vedo pazienti in cura da anni, decenni con un peggioramento negli anni, forse sarebbe opportuno proprio per questi medici aprire gli orizzonti. Certi lo hanno già fatto, altri stanno iniziando, altri ancora non lo faranno mai. Sono scelte.


I principi attivi sono utili e li utilizzo tutti i giorni consigliando certe piante o funghi, ma non si può contare solo su quello in quanto saranno un aiuto, aiutando la persona mentre la causa sarà identificata e debellata. La pianta ha tuttavia il vantaggio (soprattutto in spagiria) di agire comunque con onde sottili che i farmaci, standardizzati e chimici non potranno mai avere. Le onde, le energie, la fisica quantistica sono la medicina del futuro.

Ho voglia di terminare con queste parole. Non siamo qui per soffrire ma per fare un percorso evolutivo. Se la sofferenza fa parte della nostra vita, evidentemente stiamo o abbiamo deviato dalla nostra via.


N. M. V



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